Mappa dei talenti - DFA/ASP
- Formazione continua
- Consulenze
- Mappa dei talenti
La mappa dei talenti è utilizzata nella formazione continua di adulti, in particolare di insegnanti. Si tratta di realizzare la mappatura delle competenze professionali e trasversali di un gruppo di collaboratori e collaboratrici, per dare forma ad un reticolo professionale nel quale sono visibili le connessioni, favorendo nuove possibilità di collaborazioni all’interno del sistema. La metodologia unisce un possibile sostegno e valorizzazione ai docenti e alle docenti che iniziano il loro percorso professionale, a una migliore consapevolezza delle competenze dei professionisti e delle professioniste esperte, in una logica di apprendimento reciproco.
Si tratta di concretizzare, attraverso alcune tappe di un processo accompagnato da una formatrice o da un formatore, la mappatura delle competenze sia professionali
che trasversali di un gruppo di collaboratori e collaboratrici, come ad esempio un team di docenti di un istituto scolastico o un gruppo di lavoro stabile.
La metafora della mappa geografica mette in evidenza l’intenzione di orientarsi nel dedalo delle forze e competenze e degli apprendimenti informali di un gruppo di professionisti e professioniste, per dare forma ad un reticolo professionale nel quale le connessioni potranno essere rese visibili e così diventare fonte di nuove possibilità di collaborazioni all’interno del sistema.
“Una mappa dei talenti, appesa nell’aula docenti, permette di mettere in evidenza i talenti di ognuno e appare come metodo efficace per i membri dell’équipe per entrare in contatto gli uni con gli altri, di produrre scambi e condivisioni in funzione delle specificità di ognuno” (De Vos, Beausaert, De Wilde & Lecot, 2018).
Considerando la scuola come “organizzazione che apprende”, tale metodologia unisce un possibile sostegno ai docenti e alle docenti che iniziano il loro percorso professionale ma anche una valorizzazione delle loro competenze, ad una migliore messa in evidenza delle competenze dei professionisti e delle professioniste esperte, in una logica di apprendimento reciproco per tutto il corpo docenti.
“Gli insegnanti che imparano gli uni dagli altri in modo informale continuano ad aggiornare le loro conoscenze e sono più flessibili. Vedono più rapidamente come possono adattare il loro compito a un contesto di lavoro in continuo cambiamento” (Van Laere, 2016).
Dalle ricerche-azione con tale metodologia emergono risultati importanti in termini di maggiore soddisfazione al lavoro, maggior sentimento di legittimità e riconoscenza.
La ricerca conferma (Dewulf, 2016, in De Vos et al, 2018) che poter usare i propri talenti dà slancio: “(…) permettere agli insegnanti di essere esplicitamente riconosciuti non solo li aiuta a esprimere positivamente ciò che sanno fare, ma li fa anche brillare nel senso letterale e figurato della parola, poiché sono invitati a illustrare e attivare i loro talenti in situazioni concrete” (De Vos et al, 2018, p. 175).
che trasversali di un gruppo di collaboratori e collaboratrici, come ad esempio un team di docenti di un istituto scolastico o un gruppo di lavoro stabile.
La metafora della mappa geografica mette in evidenza l’intenzione di orientarsi nel dedalo delle forze e competenze e degli apprendimenti informali di un gruppo di professionisti e professioniste, per dare forma ad un reticolo professionale nel quale le connessioni potranno essere rese visibili e così diventare fonte di nuove possibilità di collaborazioni all’interno del sistema.
“Una mappa dei talenti, appesa nell’aula docenti, permette di mettere in evidenza i talenti di ognuno e appare come metodo efficace per i membri dell’équipe per entrare in contatto gli uni con gli altri, di produrre scambi e condivisioni in funzione delle specificità di ognuno” (De Vos, Beausaert, De Wilde & Lecot, 2018).
Considerando la scuola come “organizzazione che apprende”, tale metodologia unisce un possibile sostegno ai docenti e alle docenti che iniziano il loro percorso professionale ma anche una valorizzazione delle loro competenze, ad una migliore messa in evidenza delle competenze dei professionisti e delle professioniste esperte, in una logica di apprendimento reciproco per tutto il corpo docenti.
“Gli insegnanti che imparano gli uni dagli altri in modo informale continuano ad aggiornare le loro conoscenze e sono più flessibili. Vedono più rapidamente come possono adattare il loro compito a un contesto di lavoro in continuo cambiamento” (Van Laere, 2016).
Dalle ricerche-azione con tale metodologia emergono risultati importanti in termini di maggiore soddisfazione al lavoro, maggior sentimento di legittimità e riconoscenza.
La ricerca conferma (Dewulf, 2016, in De Vos et al, 2018) che poter usare i propri talenti dà slancio: “(…) permettere agli insegnanti di essere esplicitamente riconosciuti non solo li aiuta a esprimere positivamente ciò che sanno fare, ma li fa anche brillare nel senso letterale e figurato della parola, poiché sono invitati a illustrare e attivare i loro talenti in situazioni concrete” (De Vos et al, 2018, p. 175).
Le persone interessate possono rivolgersi a dfa.fc@supsi.ch per maggiori informazioni e definire una consulenza.